Mario Gennaro - Official web/blog online

Donnie Darko

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Donald Darko detto Donnie è un ragazzo con dei disturbi mentali che lo hanno portato a dar fuoco ad una casa abbandonata, anni fa. Nonostante sia un tipo in gamba, con una famiglia che lo ama e lo appoggia anche nelle scelte più discutibili. Donnie è in cura da una psicanalista che lo aiuta a combattere la sua schizofrenia; a lei confida del suo nuovo amico immaginario, Frank, un coniglio gigante che lo ha salvato da una morte assurda, ma che in cambio gli chiede di fare cose riprovevoli e sempre più pericolose. Ah, tra l'altro Frank gli ha svelato che la fine del mondo arriverà di lì a 24 giorni.

Donnie Darko è uno di quei film di culto che lentamente si emancipano dalla nicchia e si fanno conoscere ed amare in tutto il mondo, perdendo in parte il loro alone di leggenda. L'Italia detiene il triste primato di riuscire ad arrivare sempre per ultima a scoprire certi fenomeni, ed è per questo che Battle Royale troverà una distribuzione forse solo tra un secolo o giù di lì, ed è sempre per questo che Donnie Darko arriva in Italia con due anni di ritardo.

Due anni che non tolgono al film un'oncia del suo appeal, lasciando inalterato il grande fascino che obiettivamente questa pellicola è in grado di esercitare sul pubblico, soprattutto quello coetaneo del cupo protagonista, poco più che adolescente. Al contrario di molti film che fanno esplicito riferimento al mondo giovanile, Donnie Darko brilla di una luce sinistra e tristemente rara: qui non si parla del primo amore, del primo bacio, dei conflitti con gli adulti, della perdita dell'innocenza, scialbe tematiche che fanno sentire gli adulti (quelli veri) con la coscienza a posto, ma che quasi sempre fanno ridere i ragazzi (sempre quelli veri). Qui si parla di qualcosa di molto più significativo: si parla di morte. In toni tutt'altro che rassicuranti, Richard Kelly si interroga sull'effetto prorompente che la consapevolezza della morte ha su ogni individuo, e di quanto questo condizioni ogni altra sensazione ed azione: amore, paura, disprezzo, ribellione.

Di morte è imbevuto l'intero tessuto del film, inevitabilmente sbranato qua e là proprio a causa della friabilità del terreno su cui si avventura. Ma si può ben chiudere un occhio, considerato che di contro il film avvince ed appassiona senza essere né moralista né retorico. E soprattutto considerato che, a pensarci meglio, Donnie Darko è uno dei pochi film di oggi che aiutano i ragazzi a crescere, e non gli adulti a credere che "va tutto bene" (un altro titolo? Mysterious skin - ma anche questo dovremo aspettare parecchio per vederlo...). Un genere dimenticato dall'edonista cinema contemporaneo.

mymovies.it

Super Mario Bros 1

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DATA RILASCIO
: 1985
CONSOLE: Nes
AMBIENTAZIONE: 8 mondi contenenti ciascuno 4 livelli, per un totale di 32 livelli.
GRAFICA: 2D, 8-bit

Nel 1985,(in Europa nel 1987) dopo il successo di "Mario Bros" La Nintendo rilascia il suo seguito per la console Nintendo NES, ovvero "Super Mario Bros." Questo può considerarsi il primo videogioco della saga, dato che "Mario bros." non rispecchiava nessuna delle caratteristiche dei videogiochi classici di Super Mario. in "Super Mario Bros." ritroviamo i principali nemici che diventeranno un classico per tutta la saga: I koopa (tartarughe verdi) i goomba (i funghetti marroni) i fratelli hammer, le piante carnivore , i pesci smack (i pesci che si nutrono di Mario) in più ritroviamo anche gli item più famosi che compaiono appunto in questo episodio com il fiore fuoco, il mooshroom (il classico fungo rosso), le monete, e i box misteriosi. Compare anche Bowser, il dragone che da sempre crea problemi a Mario e che resuscita misteriosamente in ogni episodio. L'obbiettivo è quello di spezzare l'incantesimo che i malvagi koopa avevano lanciato sul regno dei funghi e di salvare la Principessa Peach (allora chiamata Toadstool). Per fare questo il nostro eroe dovrà attraversare ben 8 mondi, ognuno contenente 4 livelli ciascuno. Alla fine di ogni livello mario non troverà la principessa ma un Toad che gli dirà di cercare altrove.

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supermariostory.altervista.org

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Sento parlare sempre di più di persone che vorrebbero adottare un bambino e crescerlo ed amarlo come uno proprio. Che bello, mi viene da dire, ma poi penso… a tutto ciò' che vedo quando torno in europa, quando vado qualche giorno, nei miei viaggi, in capitali mondiali come Pechino, Londra, New York e vengo a contatto con un mondo completamente diverso dal mio… E li la mia mente, quando non dorme per sognare un mondo fatto di uguaglianza e pari opportunità vitali, comincio a pensare che, oramai, il mondo non ha davvero più tempo di offrire ai suoi inquilini, la possibilità di innamorarsi, cercare di capirsi, programmare un vero futuro solido e magari anche sposarsi e creare una famiglia. NO, questo tempo e' finito. E' stato riempito da iPhone, cene, vestiti, pensieri su cosa pensano di noi, ansie e malattie varie di cui non si conoscono le cause e i sintomi, ma che una casa farmaceutica sa esattamente quanti soldi devi spendere per curarti. E quindi? E quindi la vita la si viva davvero, lavoriamo 18 ore al giorno e le restanti andiamo in palestra e ha bere un drink con due orologi al polso e 3 telefonini. Conosciamo una persona e sposiamoci di fretta in un comune senza sapere il nome dei genitori del nostro partner. E poi? e poi non ce tempo per programmare nulla se non la sveglia di domenica mattina per andare in un'ottima località marittima o di montagna, per sfoggiare tutto ciò che abbiamo ottenuto dalle 18 ore di lavoro grionaliere. E la famiglia? bhe adesso si possono adottare i figli!!! Sembrerebbe anche una cosa buona, tanto a certi poveri sfortunati di bambini in condizioni di vita pessime, non per loro scelta, rischiano di passare da un'infanzia senza cibo ad una che di cibo gliene dara' anche troppo e gli insegnerà che fino a che ci sono persone povere ce ne saranno di ricche, gli insegneranno che ci sara' qualcuno che potrà soffrire per cose inutili, come essere bocciato a scuola o semplicemente non essere abbastanza ricco da poter comprare ciò' che gli piace o non poter entrare addirittura in certi luoghi per poter ammirare posti e cose nuove….. e gli insegneranno anche che soffrire fa parte della vita… e si dimenticherà' quali sono i veri motivi per cui stare male o bene… ma per fortuna ci sono possibilità' di verse… e sempre di più e' possibile trovare realtà che offrono l'adozione a distanza.
Ringrazio Dio perché almeno, in questo mondo di parassiti, ce qualcuno che puo' ancora crescere lontano da questo modo di vita cosi diverso e lontano da quello che forse si puo' ancora definire Natura. Adottate un bambino sfortunato, ma non portatelo in casa, sarebbe come aiutare un assetato dandogli dell'acqua salata!

adottate a distanza: adozioneadistanza.actionaid.it