Mario Gennaro - Official web/blog online

Capretti, capre, caproni?

Mario gennaro
Esami di maturità' 2017…..

Alzi la mano quanti di voi hanno sbarrato i propri occhi quando hanno letto e visto il nome di questo celeberrimo autore dei giorni nostri. Al punto che su Wikipedia per pochi minuti è diventato "il più ricercato del 21 giugno 2017". A qualcun altro sarà venuto in mente il nome di un altro “intruso”, quel Claudio Magris che nel 2013 sorprese i maturandi e rese celebre il meme “Magris chiiiiiii?”. Insomma l’inizio non è stato dei migliori, anche perché chi non si è arreso e invece di andare direttamente i versicoli ecologici subito dopo si è trovato davanti ad una creatura a primo aspetto mitologica, il golagone? Chi non ha mai avuto, ahahah, un golagone domestico? Per poi scoprire una volta usciti da scuola e ripreso possesso del caro nostro amico Google, che egli non è altro che un simpatico animaletto simile ai lemuri di Madagascar. Per la cronaca invece il lamantino è un mammifero acquatico della famiglia Trichechidae.

Addio di Totti

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Anche gli angeli del cielo piansero domenica 28 maggio mentre si svolgeva il rito dell’addio di Francesco Totti alla maglia giallorossa. Quel lungo, interminabile, addio – durato quanto un intero campionato di calcio – che ha trasformato l’allenatore Luciano Spalletti nel boia mefistofelico (anche per un certo quale feticismo pilifero) del sogno spezzato di un’eterna giovinezza.

Eppure, altri dei degli stadi prima di lui avevano dovuto prendere atto dell’inesorabile scorrere del tempo. Alfredo Di Stefano, Gigi Riva, Pelé, Johan Cruijff, Gianni Rivera e Roberto Baggio, Michel Platini, Bobby Charlton e Denis Law, Franz Beckenbauer, Omar Sivori fino al nostro ultimo asso assoluto Paolo Maldini: una coorte interminabile di grandissimi usciti di scena con estrema decenza e senza strepiti. Poi ci sono stati quelli che non volevano arrendersi e continuavano a calcare i campi da gioco ben oltre il tempo assegnato da madre natura: il campione ungherese del Real Ferec Puskas, che giocò (con la panciera) fino a 39 anni, e il primo pallone d’oro Stanley Matthews, sulla breccia fino a 50 anni e cinque giorni.


Sopravvissuti alla propria gloria circense, circondati dall’affettuosa tenerezza di tutti i pubblici. Anche perché a quell’età le gambe sono ciò che sono e i gesti atletici un pallido ricordo di antichi e non più ripetibili colpi straordinari. Tanto che il Capitano romanista per antonomasia e la sua incrollabile tifoseria avrebbero dovuto fare un monumento al trainer che ne centellinava le uscite, evitando figuracce a scapito del ricordo di passate grandezze; mentre la squadra raggiungeva risultati eccellenti, come l’entrata in Coppa dei Campioni grazie alla piazza d’onore conquistata.

Invece, abbiamo assistito alla teatralizzazione che più nazionalpopolare non si può: il piagnisteo da prefiche di tutte le mamme d’Italia per un calciatore di qualità eccelsa, che come uomo non è mai riuscito a oltrepassare la soglia dell’infanzia. Un Peter Pan piacione che dal calcio ha ricevuto gloria e ricchezza, senza che il quarantenne riuscisse a predisporsi per l’inevitabile dopo. E che su questo smarrimento ha trascinato un intero popolo in gramaglie. Fino alla consunzione dell’atleta.


Insomma, la metafora di un’italianità mammista e compagnuccia, che coltiva il richiamo irresistibile del rassicurante porto di casa, del quartiere, della dimensione comunitaria che mette radici nel richiamo pantofolaio dei sempiterni rituali domestici. E – così facendo – vanifica gli straordinari talenti avuti in dono. Il tanto celebrato attaccamento alla propria romanità, intesa come squadra e paesaggio urbano, non aveva come motivazione reale una buona dose di pigrizia? Il rifiutare di mettersi in gioco affrontando esperienze altrove, che gli avrebbero consentito di valorizzare la propria carriera con obiettivi e risultati ben più ambiziosi di quelli conseguibili da invecchiato enfant du pays.

Mettendosi in gioco, come Zinedine Zidane che lascia i troni francesi per misurarsi a Torino e Madrid; come il ragazzino Lionel Messi che attraversa l’oceano per migliorarsi e diventare il primo del mondo. Un Totti meno casereccio non avrebbe potuto ambire a un tale suggello? Ma qui salta fuori la nostra tipica natura emotiva che avvolge nel patetismo il senso delle cose. Per cui l’attitudine rinunciataria diventa fedeltà. Per cui Gonzalo Higuain scade a “core ingrato” per gli aficionados del San Paolo, quando è solo un professionista che ha dato ai napoletani quanto si era impegnato a produrre (gol a ripetizione), per poi scegliere di investire gli ultimi anni a disposizione in una società più strutturata; garanzia di risultati che lo incoronino campione. In un gioco che ormai da tempo è solo entertainment, business, non parrocchietta.

Per Francesco Totti, il rimpianto è ciò che ancora di più avrebbe potuto essere, le imprese che avrebbe potuto compiere; e il rammarico per il sentimento appiccicoso e campanilistico che lo condannava all’incompiutezza del Pupone.



ilfattoquotidiano.it

Origami

Oggi vi presento e spiego come creare un bellissimo uccello che sbatte le ali.

La creazione di questo origami è abbastanza semplice ma di effetto.

Se non avete ancora la carta adatta vi consiglio di guardare qui dove troverete tanti tipi di carta diversa per le vostre creazioni.

Come sempre vi consiglio di seguire passo passo le spiegazioni sotto e utilizzare i disegni per effettuare in modo esatto le pieghe dei vari passaggi in modo da ottenere il miglior risultato.

DIFFICOLTA: media

ISTRUZIONI:

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1- Iniziate con un foglio di carta quadrata con il lato colorato (in caso abbiate entrambi i lati colorati segnatevi uno dei due come colorato per le pieghe) verso di voi, piegate la parte superiore verso il basso e poi riaprite, ora piegate l’angolo di sinistra verso destra, fatto cio riaprite il foglio e giratelo nell’altro lato bianco.

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2- Ora piegate bene prima a metà dall’alto verso il basso, riaprite il foglio, e piegate ora da sinistra verso destra sempre a metà come indicato in figura.

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3- Adesso, sfruttando le pieghe che avete fino ad ora fatto, portate l’angolo superiore ed i due laterali verso l’angolo inferiore, fatto cio appiattite il modello.

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4- Ora piegate i due lembi davanti verso il centro del foglio poi riaprite

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5- Adesso piegate l’angolo superiore verso il centro come indicato in figura e poi riaprite.

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6- Bene, ora dovrete aprire il lembo superiore e portarlo verso l’alto, mentre fate questa operazione dovrete anche premere i lati del modello verso l’interno allo stesso tempo, otterrete cosi la figura tre in alto.

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7- Ora semplicemente girate il modello dall’altro lato e ripetete i passaggi 4 – 6 sull’altro lato.

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8- Ora piegate le “gambe” verso l’alto lungo i bordi esterni poi tornate alla posizione iniziale.

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9- Sfruttando le pieghe fino qui fatte, piegate i due lembi inferiori verso il dietro del foglio.

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10- Ora invertite le pieghe della testa verso l’interno come mostrato in figura ed allargate un pochino.

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11- Ed ecco finito il nostro uccello che sbatte le ali!

Per far in modo che sbatta le ali dovrete tirare leggermente la coda verso l’interno come mostrato in figura.

Ed ecco il nostro uccello che sbatte le ali!!


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