Mario Gennaro - Official web/blog online

Notte Stellata

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Anno di produzione: 1889
Dimensioni: 73×92 cm
Dove si trova: New York, Museum of Modern Art

Il quadro come indicato nelle caratteristiche sovrastanti si trova attualmente in uno dei musei più famosi del mondo, ovvero il Museum of Modern Art e rappresenta uno dei più grandi prodotti di questo artista. Il quadro ha ricevuto dalla critica un apprezzamento unanime, e oggi cercheremo di capire qual’è il senso e la tecnica che si trova dietro questo grande quadro.

Sappiamo veramente poco riguardo il legame tra Van Gogh e la notte stellata, poiché l’artista spediva periodicamente delle lettere al fratello Theo dove raccontava delle sue opere e della sua vita; all’interno di queste missive solo un paio di volte viene accennata questa opera e sempre di sfuggita, creando un grande alone di mistero attorno al quadro. Forse questo è proprio uno dei motivi che ha permesso all’opera di essere così affascinante.

All’interno di una lettera l’artista spiega la sua concezione della notte, definendola viva e molto più colorata rispetto al giorno e proprio nella notte stellata cerca di mettere in risalto la vita angosciosa e turbolenta che lega alla notte. In una prima occhiata, si nota molto rapidamente che il soggetto è un piccolo borgo di notte e con alcuni elementi naturali sullo sfondo.

Tra tutti troneggia il campanile della chiesa, elemento caratteristico dell’Olanda che tra l’altro è anche la patria di Vincent Van Gogh; quest’opera differentemente da molte altre è stata dipinta dall’artista semplicemente grazie ad un ricordo impresso nella sua mente e non utilizzando la tecnica en plein air tipica della scuola artistica dell’Impressionismo.

Forse proprio a causa di questo piccolo cambiamento si può notare che questo dipinto è “meno realistico” rispetto ad altri, poiché l’immagine è stata alterata dalla mentalità dell’artista stesso, portando una semplice illustrazione realistica ad una visione personale del luogo.

La notte stellata è composta in modo molto semplice, poiché il cielo occupa gran parte della tela stessa, e il resto invece è occupato unicamente da tutti gli elementi del borgo e della natura stessa; in questo quadro sembra che si contrastino come in una battaglia costante la tranquillità del piccolo borgo e la forza motoria del cielo, in costante movimento.

I colori utilizzati da Van Gogh all’interno di questo quadro sono ricchi, duri e violenti, senza sfumature o cambi di tonalità, che esprimono fortemente il contrasto accennato poc’anzi. Le stelle nel cielo dominano staccandosi in modo deciso dal colore del cielo che ricopre gran parte del quadro; ci sono colori chiari che vanno dall’azzurro al violetto passando anche ad un blu molto forte che predomina l’intera composizione.

Utilizzando anche diversi elementi di giallo, arancio e bianco in la notte stellata vince tutta l’atmosfera della notte, con i suoi colori particolari che non potrebbero essere trovati in nessuna altra parte. Le stelle stesse, grazie alla propria grandezza e differenza dal cielo in cui “navigano” sembrano essere dei veri e propri punti a cui si possono aggrappare sia colore che pensiero.

Volendo analizzare questo quadro da un punto di vista astronomico, nel 1889, a cavallo tra Maggio e Giugno, lo scenario astrale era proprio come Van Gogh lo aveva dipinto in questo celebre quadro; questo lavoro si pone tra le più importanti immagini notte stellata.

Se sei interessato al meglio e non vuoi fermarti solo alla lettura della Notte Stellata di Van Gogh, e vuoi assolutamente scoprire tutto sui segreti e sulla vita tormentata di Van Gogh, allora il libro qui sotto è proprio quello che cerchi. Oltre a me, più di venti persone confermano che questo libro è rivoluzionario. Allora, cosa aspetti ad acquistarlo?

arteworld.it

Super Mario Bros 1

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DATA RILASCIO
: 1985
CONSOLE: Nes
AMBIENTAZIONE: 8 mondi contenenti ciascuno 4 livelli, per un totale di 32 livelli.
GRAFICA: 2D, 8-bit

Nel 1985,(in Europa nel 1987) dopo il successo di "Mario Bros" La Nintendo rilascia il suo seguito per la console Nintendo NES, ovvero "Super Mario Bros." Questo può considerarsi il primo videogioco della saga, dato che "Mario bros." non rispecchiava nessuna delle caratteristiche dei videogiochi classici di Super Mario. in "Super Mario Bros." ritroviamo i principali nemici che diventeranno un classico per tutta la saga: I koopa (tartarughe verdi) i goomba (i funghetti marroni) i fratelli hammer, le piante carnivore , i pesci smack (i pesci che si nutrono di Mario) in più ritroviamo anche gli item più famosi che compaiono appunto in questo episodio com il fiore fuoco, il mooshroom (il classico fungo rosso), le monete, e i box misteriosi. Compare anche Bowser, il dragone che da sempre crea problemi a Mario e che resuscita misteriosamente in ogni episodio. L'obbiettivo è quello di spezzare l'incantesimo che i malvagi koopa avevano lanciato sul regno dei funghi e di salvare la Principessa Peach (allora chiamata Toadstool). Per fare questo il nostro eroe dovrà attraversare ben 8 mondi, ognuno contenente 4 livelli ciascuno. Alla fine di ogni livello mario non troverà la principessa ma un Toad che gli dirà di cercare altrove.

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supermariostory.altervista.org

Donnie Darko

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Donald Darko detto Donnie è un ragazzo con dei disturbi mentali che lo hanno portato a dar fuoco ad una casa abbandonata, anni fa. Nonostante sia un tipo in gamba, con una famiglia che lo ama e lo appoggia anche nelle scelte più discutibili. Donnie è in cura da una psicanalista che lo aiuta a combattere la sua schizofrenia; a lei confida del suo nuovo amico immaginario, Frank, un coniglio gigante che lo ha salvato da una morte assurda, ma che in cambio gli chiede di fare cose riprovevoli e sempre più pericolose. Ah, tra l'altro Frank gli ha svelato che la fine del mondo arriverà di lì a 24 giorni.

Donnie Darko è uno di quei film di culto che lentamente si emancipano dalla nicchia e si fanno conoscere ed amare in tutto il mondo, perdendo in parte il loro alone di leggenda. L'Italia detiene il triste primato di riuscire ad arrivare sempre per ultima a scoprire certi fenomeni, ed è per questo che Battle Royale troverà una distribuzione forse solo tra un secolo o giù di lì, ed è sempre per questo che Donnie Darko arriva in Italia con due anni di ritardo.

Due anni che non tolgono al film un'oncia del suo appeal, lasciando inalterato il grande fascino che obiettivamente questa pellicola è in grado di esercitare sul pubblico, soprattutto quello coetaneo del cupo protagonista, poco più che adolescente. Al contrario di molti film che fanno esplicito riferimento al mondo giovanile, Donnie Darko brilla di una luce sinistra e tristemente rara: qui non si parla del primo amore, del primo bacio, dei conflitti con gli adulti, della perdita dell'innocenza, scialbe tematiche che fanno sentire gli adulti (quelli veri) con la coscienza a posto, ma che quasi sempre fanno ridere i ragazzi (sempre quelli veri). Qui si parla di qualcosa di molto più significativo: si parla di morte. In toni tutt'altro che rassicuranti, Richard Kelly si interroga sull'effetto prorompente che la consapevolezza della morte ha su ogni individuo, e di quanto questo condizioni ogni altra sensazione ed azione: amore, paura, disprezzo, ribellione.

Di morte è imbevuto l'intero tessuto del film, inevitabilmente sbranato qua e là proprio a causa della friabilità del terreno su cui si avventura. Ma si può ben chiudere un occhio, considerato che di contro il film avvince ed appassiona senza essere né moralista né retorico. E soprattutto considerato che, a pensarci meglio, Donnie Darko è uno dei pochi film di oggi che aiutano i ragazzi a crescere, e non gli adulti a credere che "va tutto bene" (un altro titolo? Mysterious skin - ma anche questo dovremo aspettare parecchio per vederlo...). Un genere dimenticato dall'edonista cinema contemporaneo.

mymovies.it

Tiramisu

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Anticamente le nostre nonnine usavano preparare una colazione che oggi potremmo definire povera, ma che all’epoca era davvero ricchissima! Oggi la ricetta non e' cambiata, bisogna rompere in un bicchiere un uovo freschissimo e sbatterlo con dello zucchero e a piacere aggiungere caffè o latte caldo, per i più piccini, e marsala o anice per i più grandi. E' proprio da questa meravigliosa crema che nasce la crema al mascarpone base del tiramisù. Il dolce di origini italiane per eccellenza, quello più famoso e amato, ma soprattutto che ha dato vita a tantissime altre versioni! Le più apprezzate? Sicuramente il tiramisù alle fragole o quello alla Nutella, giusto per citarne qualcuno!
Sebbene le antiche origini di questo famoso dolce non siano chiare, perché contese tra le regioni del Veneto, Piemonte e Toscana, resta comunque un saldo capo della cucina italiana preparato indistintamente dal Nord a Sud.
Purtroppo non abbiamo scoperto chi l’ha inventato, si pensa i Trevigiani, ma sicuramente sappiamo come farvi preparare uno dei più buoni tiramisù che abbiate mai preparato.

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Per preparare il dolce tiramisù cominciate dalle uova che dovranno essere ben fredde: quindi separate accuratamente gli albumi dai tuorli (1), ricordando che per montare bene gli albumi non dovranno presentare alcuna traccia di tuorlo. Poi montate i tuorli con le fruste elettriche, versando solo metà dose di zucchero (2). Appena il composto sarà diventato chiaro e spumoso (3),

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e con le fruste ancora in funzione, potrete adesso aggiungere il mascarpone, poco alla volta, anch'esso freddo (4). Amalgamato tutto il formaggio avrete ottenuto una crema molto densa e compatta; tenetela da parte (5). Pulite molto bene le fruste e passate a montare gli albumi versando il restante zucchero un po’ alla volta di tanto in tanto (6).

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Dovrete montarli a neve ben ferma e compatta (7); otterrete questo risultato quando rovesciando la ciotola la massa non si muoverà. Prendete una cucchiaiata di albumi e versatela nella ciotola con i tuorli e lo zucchero e mescolate energicamente con una spatola, così stempererete il composto (8). Dopo cio' procedete ad aggiungere la restante parte di albumi, poco alla alla volta mescolando molto delicatamente dall'alto verso il basso (9).

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Una volta pronto, distribuite una generosissima cucchiaiata di crema sul fondo di una pirofila da 30x20cm e distribuite per benino (11). Poi inzuppate per pochi istanti i savoiardi nel caffè freddo già ben zuccherato a vostro piacimento (12),



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prima da una parte e poi dall’altra (13). Man mano distribuite i savoiardi imbevuti sulla crema, tutti in un verso, così da ottenere un primo strato (14) sul quale andrete a distribuire una parte della crema al mascarpone (15).

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Anche in questo caso dovrete disporla accuratamente così da avere una superficie liscia (16). E continuate a appoggiare i savoiardi imbevuti nel caffè (17), poi realizzate un altro strato di crema (18).

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Portate a livello la superficie (19) e spolverizzatela con del cacao amaro in polvere e lasciate rassodare in frigorifero per un paio d’ore (20). Il vostro tiramisù è pronto per essere gustato. Fatto e mangiato! (21)!